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Vite che sono la tua

Paolo Di Paolo, Editori Laterza 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 24/05/2018

La copertina del libro La copertina del libro In un incontro recente con Paolo Di Paolo, autore per Laterza del libro "Vite che sono la tua", ho dichiarato la mia invidia nel vedere quanto, ad appena 35 anni, ha letto, riflettuto, scritto su un enorme numero di romanzi... In questo libro ne cita un centinaio, ognuno con la sua personale lettura, il suo punto di vista, la sua rivisitazione, fornendo chiavi di lettura insolite, talvolta capovolte, sempre stimolanti. Intanto la rilettura dei classici, di cui l'autore ci fornisce un lungo elenco: libri che devono essere letti, che sono stati letti tanto tempo fa, che letti di nuovo propongono punti di vista nuovi, che non erano piaciuti e che da adulti si propongono in un altro modo, più interessante e coinvolgente.
 
Il libro è dedicato alla vicenonna Ninni, gli ha dato la voglia di leggere, da bambino, cominciando da un libro di mitologia. Ecco allora che nell'adulto divenuto scrittore, oltre che lettore onnivoro, si possono mettere dei punti fermi: leggere non rende più intelligenti, non c'entra con l'essere colti, ma offre la possibilità di non essere solo se stessi, aiuta a non smettere mai di farsi domande, permette di non vivere solo il proprio tempo e la propria storia...
 
Da queste premesse partono le storie che hanno al centro un libro amato, una vicenda che ci resta dentro, perché solo i grandi scrittori hanno le parole giuste per dire quanto ci sta a cuore e non riusciamo ad esprimere. Colpisce, nell'analisi di Di Paolo, la lettura del Diario di Anne Frank, libro supernoto ma che offre uno spunto interessante: non è una storia legata alla Shoah: Anne, mentre scrive il suo diario di adolescente segregata, non può sapere cosa l'aspetta di lì a poco fuori del rifugio segreto, sa solo che vuol fare la scrittrice, e le pagine del diario, alcune censurate dal padre Otto, rivelano proprio il suo talento di narratrice, capace di costruire dialoghi, di creare personaggi letterari, magari inventati.
 
Bellissimo il racconto poco noto di Giorgio Bassani, Dietro la porta, dove si misura la grandezza del narratore che può mettersi nei panni di due adolescenti ferraresi, diversi l'uno dall’altro, che scoprono che nulla è vero del loro rapporto. Il centro del romanzo di Elsa Morante, il celebre L'isola di Arturo, è per lo scrittore la scoperta di essere amati: Arturo, quando bacia Nunziatella, la nuova moglie di suo padre, scopre attraverso un accenno di erotismo il senso profondo dell'amore, anche se coinciderà con la fine dell'adolescenza e l'abbandono dell'isola magica, Procida, "che somiglia a un delfino".
 
A proposito di erotismo, ecco il giovanissimo Paolo, studente liceale, cercare in libreria il "Lamento di Portnoy" di Philip Roth, certo che il romanzo scandaloso lo avrebbe aiutato a scoprire i segreti dell'amore fisico: "Sesso senza tabù", recitava la fascetta, e le promesse erano mantenute, fornendo al giovanissimo morboso lettore una enciclopedia delle voci attinenti sesso e riproduzione. Ma la storia di Alex Portnoy nelle pagine di Roth è molto di più, è la capacità di descrivere con precisione la brutalità insita nel desiderio del maschio, ad ogni età. Particolare attualità questa pagina del libro, nelle giornate in cui si rievoca il grandissimo autore americano appena scomparso.
 
C'è tutta la letteratura occidentale nel catalogo costruito dall'autore, ci sono Thomas Mann e Tolstoj, Dostoevskij e Dickens, Flaubert e Maupassant, Bronte e Woolf, Bellow e Salinger, Twain e Fitzgerald, Proust e Balzac; gli italiani sono solo cinque: Morante e Bassani, ma anche Fenoglio, il classico della Resistenza, morto appena quarantenne, che ribalta l'epica resistenziale esaltando invece "Una questione privata"; poi Italo Calvino, di cui viene presentata in chiave attuale la storia di Cosimo, il bambino che compie un atto di disubbidienza a cui resterà fedele sino alla fine dei suoi giorni. Il Barone rampante, dice Di Paolo, rappresenta l'ostinazione, un gesto che viene rinnovato nel tempo e a cui si resta fedeli. Non il rifiuto di diventare adulto, ma "non venire meno ad un patto di coerenza firmato con se stessi".
 
Infine l'autore italiano che l’autore ha conosciuto, seguito, amato, Antonio Tabucchi. Il suo romanzo più noto, Sostiene Pereira, uscito nel 1994, ambientato a Lisbona nell'agosto del 1938, è secondo Di Paolo il frutto di "Ispirazione, genio, talento", un romanzo bellissimo sull'occasione che ha il grigio e stanco protagonista di sentirsi vivo, di guardare con fiducia al futuro, di imparare qualcosa da chi è più giovane e più vitale di lui.
 
Il viaggio letterario che compone questo libro è affascinante, stimolante, propone di rivedere i nostri giudizi, di prendere in mano libri letti in gioventù, di affrontare autori poco noti, di leggere e scoprire per la prima volta aspetti minori, di innamorarsi di storie che avevamo dimenticato. Non posso che citare una delle frasi che Paolo Di Paolo scrive nell’introduzione del suo saggio: "Non riesco ad immaginare come sarei, chi sarei, se nella mia vita non ci fossero stati e non ci fossero i libri. Temo che sarei proprio un altro: né peggiore, né migliore, un altro e basta. Un altro che non sono io".
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