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Chi di spada ferisce

Giorgio Serafini Prosperi, NN Editore 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 19/04/2018

La copertina del libro La copertina del libro Si chiama Adriano Panatta, come il tennista famoso, il commissario di polizia romano, sovrappeso, relegato nel cimitero degli elefanti, il Ministero degli Interni, dove in un ufficio presidiato da un'ostile segretaria, Daniela, aspetta che il tempo passi, cercando di vincere la bulimia che lo devasta. Mentre tenta di eliminare peso in palestra, ascolta per caso alla radio una notizia che lo sgomenta: Lorenzo Landolina, suo migliore amico d'infanzia, ora sacerdote, è stato arrestato per un gravissimo caso di pedofilia. Trasferito in isolamento a Rebibbia, rifiuta colloqui e difensori, malgrado l'insistenza di Panatta, che ne conosce la fragilità emotiva dopo che, molti anni prima, un incidente quasi mortale ne aveva svelato l'omosessualità, mai accettata dalla sua aristocratica famiglia siciliana.
 
Adesso però Adriano, che dubita della attendibilità delle gravissime accuse rivolte al suo amico, mette in atto tutte le possibili strategie per cercare una verità che si rivela molto difficile da scoprire: con l'aiuto degli informatori di cui dispone riesce ad entrare in un giro pericolosissimo, che rivela affari loschi che avvengono in un palazzo vicinissimo alla città del Vaticano. Un traffico misterioso dal Burkina Faso di migranti minori che spariscono, una presenza della malavita romana molto sospetta, un adolescente vittima della presunta violenza ad opera di Lorenzo che scompare, due morti in seguito agli incontri con Panatta, un quadro sempre più fosco nel quale lo stesso commissario, malgrado l'aiuto del collega Stoppa e della coraggiosa giornalista Valentina Ferrero, che in Sicilia ha scoperto un centro di accoglienza particolarmente sospetto, rischia di venire travolto.
 
La trama è molto serrata e coinvolgente, mentre Roma ancora una volta fa da palcoscenico ad una storia di grande attualità: compare il fantasma di Emanuela Orlandi, la cui scomparsa non è mai stata chiarita e rimanda alle gole profonde che si nascondono in Vaticano, si ripropone il dramma della pedofilia, che, malgrado la buona volontà di Papa Francesco resta ancora una piaga per l'intera chiesa cattolica, mentre gli intrecci economici tra malavita e grandi affari appaiono come buchi neri che coinvolgono politici e alte sfere ecclesiastiche. Non fa sconti a nessuno, Giorgio Serafini Prosperi, nelle pagine del suo libro, coinvolgente e molto ben scritto. Citazioni colte, Sciascia, Pirandello, Verga, Pasolini, James Hillman, Elizabeth Strout, Paul Auster, Bob Dylan, si alternano a giocatori di calcio, tifoserie opposte, inserti di gergo romanesco, un linguaggio preso dal quotidiano di grande resa realistica.
 
Libro intelligente, pieno di spunti di riflessione su una società romana troppo ancora coinvolta in contaminazioni che non sembra siano ancora definitivamente debellate, malgrado la buona volontà di molti. Giornalisti onesti e militanti, scrittori intenzionati a scoprire la pentola degli scandali nascosti, poliziotti corretti ci sono, sembra suggerire lo scrittore, ma ancora non basta. Roma ancora una volta resta protagonista assoluta della storia, amata e respinta, ma sempre celebrata in un momento storico nel quale la capitale sembra davvero sul punto di sprofondare. Riflettete, romani, sembra suggerire lo scrittore. E se lo strumento è un semplice romanzo, è certamente il benvenuto!
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