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Il giovane Karl Marx

Aspettando il Manifesto

Rosapurpurea - Ottavio Cirio Zanetti 13/04/2018

Una scena del film Una scena del film Forse non sarebbe dispiaciuto all'ultimo Rossellini questo "Giovane Karl Marx" di Raoul Peck. Forse, perché non ha certo la potenza narrativa ed entomologica di "La presa del potere di Luigi XIV" ma comunque qualcosa ce la racconta su quel quinquennio compreso tra la tesi di dottorato e la genesi e stesura del Manifesto del partito comunista e l'incontro fondamentale con l'amico più giovane Friedrich Engels. Il giovane Marx ventiseienne dalla natia Germania (era nato a Treviri nel 1818) va in esilio prima a Parigi dove incontra Engels, che a ventiquattro anni aveva già scritto "La condizione della classe operaia in Inghilterra" frutto di osservazioni di primissima mano visto che era figlio di un industriale di Manchester e le prime proteste operaie le ha sotto gli occhi, guidate da irlandesi in miseria e in rivolta (una di loro diventerà la sua compagna). Quanto a Marx ha già redatto i "Manoscritti economico filosofici". Incontro scritto nel destino che, dopo Parigi, si consoliderà a Londra dove Marx resterà per sempre. Reduce da un Oscar nel 2017 per il suo documentario "I am not your Negro" sull'intellettuale afroamericano James Baldwin e ancor prima da un altro, "Lumumba", l’haitiano Peck - ex ministro della cultura ad Haiti - ha avuto ancora come sceneggiatore il francese Pascal Bonitzer.
 
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