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Giallo all'ombra del vulcano

Letizia Triches, Newton Compton 2018

Ex libris - Elisabetta Bolondi 09/02/2018

La copertina del libro La copertina del libro Un giallo costruito con un congegno perfetto, ma la cui trama passa quasi in secondo piano rispetto alla grande passione per la storia dell’arte, il restauro, l’archeologia, lo studio delle fonti dell’antica toponomastica che sembrano costituire il vero centro di questo romanzo della storica d’arte Letizia Triches, che ha inventato un detective, Giuliano Neri, un restauratore fiorentino di tele e affreschi, che ha un intuito speciale nella ricerca dei colpevoli. Ed eccolo alle prese con il restauro di un ciclo di affreschi in una villa settecentesca fuori Catania, chiamato da un collega, che ne conosce la grande abilità tecnica; negli stessi giorni viene trovato sotto la scogliera della villa di Cala Bruna il cadavere sfigurato di Rachele De Vita, una giovane archeologa molto nota in città: figlia di un avvocato potente, Mariano De Vita, ha rotto il fidanzamento caldeggiato dalla famiglia con l'architetto Manfredi Catalano, figlio di un arricchito costruttore in odore di mafia, che nella tenuta di Cala Bruna vuole costruire un centro turistico.
 
Si era poi sposata con Elio, pittore figlio di Giovanni Greco, antico proprietario della tenuta, costretto a venderla al Comune e agli stessi Catalano. Intorno al misterioso delitto si muove tutta la città, e il magistrato incaricato dell’inchiesta è una donna, Elena Serra, torinese fascinosa, che stabilisce con Giuliano Neri un rapporto di complicità, intimità, reciproca attrazione. Così indagando nelle pieghe più riposte della società catanese, Giuliano Neri mentre si applica al restauro del ciclo di affreschi che ritraggono il mito di Aci e Galatea, il cui amore per gelosia fu stroncato dal ciclope Polifemo, scopre un verminaio che serpeggia nei vicoli della città etnea, all’ombra del vulcano, La contessa, come lo chiamano con nome femminile i catanesi.
 
Antichità e contemporaneità, cultura raffinata e affari mafiosi, ricerche d’archivio e archeologia sepolta, delitti che vogliono coprire interessi economici e amori infelici, vendette e rivalse, c’è tutto questo nel romanzo della scrittrice ormai legata ad una etichetta, “la maestra del giallo italiano”; mentre nel suo romanzo c’è soprattutto passione per la tradizione colta, per la valorizzazione del patrimonio culturale, per la ricchezza di una città come Catania, per la riscoperta del mito, a cui tutta la Sicilia è strettamente legata, erede di una antichissima tradizione culturale, anche se pervasa da una diffusa malinconia, che aleggia in tutto il romanzo. La  musica “leggera” fa da colonna sonora del libro, scandita dal titolo di canzoni notissime che l’autrice dà ad ogni capitolo. Con Battisti, Baglioni, Dalla, Mina, Nannini, Mannoia, attraversiamo Catania sotterranea, i suoi misteri, la sua profondità, all’ombra del vulcano incombente, sulle sue scogliere irraggiungibili se non dal mare, crudele, di verghiana memoria.
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