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Il cacciatore di libri proibiti

Fabio Delizzos, Newton Compton 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 21/12/2017

Il cacciatore di libri proibiti Il cacciatore di libri proibiti Fabio Delizzos ci racconta una storia ambientata a Roma, nell’agosto del 1559; nel suo precedente romanzo i personaggi si muovevano intorno a quadri perduti, ora invece Raphael Dardo deve ritrovare un libro antico e preziosissimo, una sorta di Bibbia maledetta, che tutti stanno disperatamente cercando di rintracciare, perché contiene cose che la Chiesa controriformista non può permettere siano divulgate. Al di là dell’intreccio romanzesco molto ben congegnato, quello che colpisce nel libro è la  capacità dello studioso di coniugare il rigore di fatti e personaggi veri, con la fantasia di chi guarda a quei tempi lontani con curiosità e con il desiderio di scoprire  i segreti  nascosti nella Roma dei Farnese, dei Carafa, di papi discussi, di pessimi cardinali nepoti, di artisti come Michelangelo Buonarroti, di cortigiane celebri per la loro bellezza e cultura, di inquisitori feroci, di fanatismo, violenza, di torture feroci. La Roma descritta nel romanzo di Delizzos, già un bestseller, è quella della sede vacante che succede alla morte di Paolo IV Carafa, persecutore di ebrei e di eretici veri o presunti; prima che si riunisca il conclave avviene una violenta resa dei conti, le prigioni si svuotano, strani angeli luminosi appaiono sul Tevere, delitti efferati di noti personaggi, stampatori, banchieri, librai, lasciano interdette le stesse  autorità per la crudeltà delle morti inflitte. Raphael Dardo, malgrado sia stato in prigione certo di essere consegnato al boia, viene improvvisamente liberato, e incaricato dal bargello, di ritrovare il famoso codice perduto. I libri sono i veri protagonisti di questo avvincente romanzo che mescola sapientemente i generi: è un thriller pieno di suspence, un documentato romanzo storico, ha diverse componenti esoteriche, non manca di descrizioni efficaci della Roma cinquecentesca, così diversa dalla città che conosciamo oggi.
 
Nella bottega libraria di Menico de’ Madi, nei pressi di Piazza Navona, al rione Parione, Raphael nella sua spasmodica ricerca del libro perduto non può che restare ammirato della abbondanza  dei testi che si possono ammirare sugli scaffali, pieni di plichi e di fogli in attesa di essere rilegati per essere messi in commercio. Agli occhi curiosi di Dardo si offre uno spettacolo stupefacentre: “Un quarto dei libri era composto da classici latini e greci, messi insieme alle opere di Dante e Boccaccio, in una sezione presumibilmente frequentata dai maestri delle scuole. C’erano ovviamente molti testi liturgici e religiosi destinati al clero, come Bibbie, raccolte di sermoni e scritti dei padri della Cjesa. Però non mancavano libri in volgare, per lo svago della gente comune – romanzi cavallereschi, opere di Patrarca, traduzioni di autori latini quali Ovidio e Cicerone……”.
 
Ariel Colorni, il prestigiatore mago e scienziato ebreo amico di Raphael, la bella Luna Nova, colta e raffinata cortigiana, la sua giovane amica Selvaggia, perdutamente innamorata di Raphael, e ancora cardinali, artisti, librai, frati Domenicani,  commercianti di oggetti artistici, atelier pieni  di sculture segrete, palazzi nobiliari……L’autore nella nota finale spiega le ragioni del libro, il suo  desiderio di mettere insieme storia e leggenda, testi sacri e personaggi di finzione, luoghi famosi, Castel Sant’Angelo luogo funesto, il Palazzo del Tribunbale del  Sant’Uffizio, il Colosseo ridotto ad un luogo infernale, la porta Nomentana, la futura basilica di Santa Maria degli Angeli presso le Terme di Diocleziano, che Michelangelo progetta anche se ormai è molto vecchio e provato. Libro pieno di informazioni, di sorprese, di colpi di scena, una ricostruzione efficace e coinvolgente, anche se Delizzos con modestia si rivolge al lettore dicendo di aver commesso qualche inesattezza, forse qualche forzatura, ma “La storia di Roma è talmente ricca e complessa, che commettere degli errori è facile”: anche oggi!
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