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Quando

Walter Veltroni, Rizzoli 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 15/12/2017

La copertina del libro La copertina del libro Giovanni, un ragazzo di vent'anni pieno di speranze e di sogni, partecipa con Flavia al funerale di Enrico Berlinguer e nel clima di grande commozione viene colpito da   uno striscione di saluto al grande Segretario. Giovanni entra in coma e per trentatré anni dorme profondamente, accudito in una appartata corsia da una suora, Giulia, poco più giovane di lui, che con l'uomo addormentato costruisce un rapporto muto, di protezione, di vicinanza, di affetto. Nel corso degli anni Flavia ha smesso di visitare il ragazzo che pure amava e ha ormai una normale vita familiare, sposata con Tommaso e madre di tre figli; gli anziani genitori hanno vegliato fin quando hanno potuto quel figlio addormentato; ma soprattutto la storia del nostro paese e del mondo intero, nel corso dei tre decenni, è mutata radicalmente. Quando una mattina nella silenziosa stanza suor Giulia sente una voce stentorea che intona l'Internazionale, sembra davvero sia avvenuto un miracolo: l'uomo che giace inerte da oltre un trentennio si è risvegliato, e questo evento muterà i rapporti fra i diversi personaggi che compaiono nella storia. Giovanni dovrà imparare a vivere in un mondo che non conosce, dovrà riconnettere il proprio corpo e il suo cervello a novità, pubbliche e private, intime e sociali, in uno sforzo di rinascita che solo con l'aiuto di due donne, la sensibile suor Giulia e la generosa psicologa Daniela, riuscirà a portare a compimento.
 
Il romanzo di Veltroni è una grande metafora sulla utopia che si possa rinascere dalle macerie che lo scorso secolo ha disseminato nella vita di tanti, militanti in buona fede di una sinistra che è sparita dopo la fine della grande illusione che il partito comunista fosse la giusta risposta ai bisogni della società dopo il 1945. Nelle parole di Giovanni, nel ricordo della sua giovinezza di militante, con suo padre, del Pci nei suoi momenti più esaltanti, nella ammirazione per le scelte coraggiose di Berlinguer, c’è tutta la sostanza delle convinzioni di milioni di persone che ora, in questi tempi così incerti, si sentono privati dei loro punti di riferimento politici. L'autore ci guida nei profondi turbamenti che assalgono il redivivo, piombato in un mondo di cui sembra non riconoscere nulla: quando finalmente, aiutato dai suoi due angeli custodi, uscirà dalla camera asettica dell'ospedale che lo ha tenuto in vita, sarà costretto a fronteggiare un presente complesso, un labirinto di novità che da un lato lo spingono a vedere nell'evoluzione dei tempi un sicuro miglioramento nella vita delle persone, libere di conoscere, viaggiare, criticare; ma dall'altro è costretto a fare i conti con la perdita di una identità forte, quella della sua fede politica, dell'amore della sua vita, delle sue certezze ormai del tutto scomparse.
 
Nel romanzo di Veltroni ci sono pagine intense, piene di rimpianto, ma è forte anche la consapevolezza che guardare indietro è un vizio pericoloso: la psicologa Daniela, che aiuta Giovanni a vivere il presente, cerca di riassumere per lui il passaggio dal '900 ai nostri giorni, ricordando, e ricordandoci, quanto cammino è stato fatto: l'elenco dei 28 paesi che compongono l'Unione europea, la nascita dell'euro, la comparsa di internet, la presenza costante e irrinunciabile dei telefoni cellulari, tutte cose a cui siamo abituati, ma che per Giovanni sono scoperte straordinarie. Il personaggio più originale del libro è Giulia, la suora/compagna: figlia di un militante, cresciuta nel mondo dell'appartenenza ad un credo politico forte, aveva scelto la vocazione religiosa vissuta però in modo estremamente problematico, dubbioso; la presenza di Giovanni, muto interlocutore dei suoi turbamenti interiori, testimonia come anche il mondo cattolico abbia subito nel corso degli anni un deciso cambio di prospettiva: un'altra metafora che l'autore descrive con grande sensibilità nel libro.
 
Tra canzoni, romanzi, film, passeggiate per Roma, citazioni di libri, ricordi di gioventù, un po' di nostalgia, ma anche una forte carica di speranza, Walter Veltroni ci consegna, attraverso un romanzo, le sue riflessioni, le sue speranze, le sue utopie: nelle parole pronunciate dall'uomo che non ha potuto partecipare all'evoluzione e al cambiamento, sembrano condensarsi le proposte dell'autore: "Il mondo ha sparigliato la sua Storia, i suoi luoghi, le sue persone, mentre ero via. E io devo raccogliere questi pezzi e rimetterli insieme, dare un senso a ciò che è accaduto, capire dove mi trovo, e progettare un domani possibile. Devo trovare un equilibrio tra passato, presente, futuro. Tutto in una volta, tutto intrecciato... Devo sbrogliare una matassa impazzita, ricostruire consapevolezza, identità...". Tante le parole che si trovano disseminate nel testo: tempo, passato, memoria, Storia, compagni, libertà, padre, figlio, sonno, cambiamento: tutte insieme tendono a costruire questa sorta di memoir, dove il privato e il pubblico si intrecciano, e nelle cui pagine scorrono, come in un bel documentario, le istantanee della nostra vita. Veltroni ci ha consegnato pagine di speranza, voglia di entusiasmo, di rinascita, di desiderio di non abbandonarsi alla smemoratezza, alla solitudine, al sonno. Aspirando ad una possibile felicità.
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