Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Felici tutti i giorni

Laurie Colwin, SUR 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 20/10/2017

La copertina del libro La copertina del libro Divenuta una scrittrice di culto per il pubblico americano, Laurie Colwin, morta nel 1992, aveva pubblicato nel 1978 questo romanzo, che coglie i lettori italiani in un momento carico di pessimismo, di prospettive: Felici tutti i giorni, ambientato a New York alla fine degli anni Settanta, ci propone un po' di sano ottimismo, una ventata di leggerezza, la possibilità di creare relazioni sincere, autentiche e durature, restituendo valore al matrimonio vissuto come vero progetto di vita comune. Ecco allora che i due amici Guido Morris e Vincent Cadworthy, giovanotti un po' kennedyani, provenienti da importanti famiglie della Upper Class della East Coast, diversi ma legatissimi, dopo una vita da scapoli vissuta secondo gli schemi maschilisti dell'epoca, alla fine dell'università incontrano due donne specialissime: Guido si imbatte per caso in Holly Sturgis, bella, ricca, austera, dai capelli neri e lisci, sempre perfettamente acconciati, impassibile, apparentemente incapace di mostrare sentimenti, troppo perfetta: cucina, colleziona, esibisce sofisticata eleganza in tutto ciò che fa, si lega a Guido ma con una certa volontà di distacco che nel giovane uomo di origine italiana, focoso e sentimentale, appare sconcertante e destabilizzante. Lui è innamorato ma insicuro, incapace di comprendere la composta rigidezza del modo di fare, di agire, di pensare della impenetrabile Holly.
 
Intanto lo sportivo e intraprendente Vincent ha incontrato in ufficio una linguista, scienziata della parola, la giovane e severa Misty Berkowitz. All'apparenza non bella, celata dietro abiti informi e severi occhiali, la ragazza ebrea è il contrario di tutte le alte, sportive, wasp, che Vincent ha con successo corteggiato in passato. Misty è dura, non entra in contatto facilmente con gli altri, respinge la corte di Vincent che è sempre più infatuato. Compaiono poi nella vita dei quattro protagonisti che devono imparare ad accettarsi, dato il legame fortissimo tra i due amici, personaggi minori ma non meno caratterizzati: il cugino di Misty, Stanley, latinista e grecista in cerca di lavoro, simpatico e spumeggiante, fidanzato suo malgrado con una odiosa vegetariana/vegana ante litteram; la segretaria Betty, efficiente, bruttissima, visionaria; lo zio Bernie, un po' delinquente ma simpatico, la segretaria Maria Teresa, che cita brani della vita di Teresa d’Avila, la cugina Jem, che Holly disprezza perché fa parte di un mondo ricco e frivolo che Laurie Colwin descrive con tagliente ironia. Ci sarà un inevitabile doppio matrimonio e un lietissimo fine; la fine dello scorso millennio, prima che i drammi che hanno aperto e stanno caratterizzando gli anni 2000 si manifestassero con tutta la loro portata distruttiva, sono probabilmente anni da ricordare con un sorriso, almeno nella brillante ed ironica descrizione che ne fa la scrittrice americana, morta a soli quarantotto anni. Un romanzo pieno di buonumore, leggerezza ed eleganza stilistica, delizioso.
Altre sull'argomento
L'etÓ d'oro
L'etÓ d'oro
Joan London, E/O Edizioni, 2017
Un giorno di festa
Un giorno di festa
Enrico Pandani, Rizzoli 2017
Il corpo
Il corpo
Giorgio Montefoschi, Mondadori 2017
La ragazza sbagliata
La ragazza sbagliata
Giampaolo Simi, Sellerio, 2017
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.