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Le cento vite di Nemesio

Marco Rossari, E/O 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 28/06/2017

La copertina del libro La copertina del libro Cento anni dura la vita del pittore milanese Nemesio Viti, che attraversa tutto il Novecento con le sue mirabolanti avventure, raccontate, rivissute, immaginate, sognate, dal figlio Nemesio jr, autodefinitosi Nemo, cioè nessuno, "nato da uno sperma vecchio", il cui rapporto con il vecchissimo padre inizia solo quando questi, durante una mostra milanese in suo onore, è colpito da un colpo apoplettico, ricoverato in stato di incoscienza e incapace di riconoscere il figlio. Lui, una vita grigia da impiegato, un motorino scassato detto Ronzinante, è costretto a fare i conti con la realtà della morte imminente e dell'incombente eredità. Eccolo allora rivivere per una settimana, come in un angoscioso sogno ad occhi aperti, le parti più salienti dell'esistenza complicata dell'uomo che gli ha dato la vita, mentre non ha mai conosciuto la madre, morta nel darlo alla luce.
 
Il racconto ha inizio alla fine dell'800, quando il piccolo Nemesio viveva felice in una villa lombarda con il padre Augusto, la madre Nora, la balia calabrese, lo stravagante zio Minervino; alla morte della madre il ragazzo ormai cresciuto fa un viaggio a Roma dove incontra "un certo Filippo Tommaso Marinetti, che inveiva contro il Tempo e lo Spazio e voleva fondare quella che a tutti gli effetti bisognava considerare una degradazione del futuro, perché si chiamava Futurismo". Durante la Guerra vengono richiamati al fronte i ragazzi del '99. Anche Nemesio farà la sua parte di combattente, riuscendo a portare a casa la pelle, malgrado la tragica esperienza delle trincee, del bordello, del gelo, della paura.
 
Nemo segue il padre nel dopoguerra fascista, nell'incontro con la berlinese Lotte, che Nemesio innamorato seguirà a Berlino; siamo negli anni di Weimar, la città è piena di artisti, di orge, di droga, di trasgressioni. Malgrado Lotte sia già sposata, non esiterà a seguire il giovane artista italiano a Parigi; i due vivranno insieme una vita bohémienne, in un monolocale dove lui dipinge e lei scolpisce. Non manca l'incontro con i grandi del tempo, Picasso e Braque, nel Quartiere Latino affollato di pittori. Nemesio concepisce un figlio con una giovane russa, che tornerà a casa abbandonando ai due, ormai sposati, il piccolo Ornato, che parlerà solo russo, come sua madre. E' vero tutto questo? In realtà Nemo sta tentando di fare i conti con un padre sconosciuto, con una storia e con personaggi sconosciuti, con un'epoca densa di grandi libri, grandi artisti, grandi rivolgimenti politici.
 
Nel testo di Marco Rossari si trovano una favola "comunista" illustrata, trascrizioni di verbali dell'Ovra, brani poetici in lingua originale e tante città europee, descritte in momenti speciali della loro storia: Roma futurista e poi fascista, Milano plumbea sotto le bombe, Berlino all'epoca di Cabaret, Parigi affamata, i paesi oltre la Cortina di ferro, Mosca, Varsavia, Praga. L'amico Samuel è Billy Wilder, il primo film visto al cinema è quello di Charlie Chaplin, poi Bertolt Brecht e Papa Hemingway, e tanti altri dai nomi fittizi ma somiglianti ai personaggi minori che hanno costruito le tragedie del secolo scorso. Il libro di Rossari è stato candidato al Premio Strega 2017 ma non è entrato nella cinquina dei finalisti. Anche se è un bellissimo affresco del '900.
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