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La pi¨ amata

Teresa Ciabatti, Mondadori 2017

Ex libris - Elisabetta Bolondi 21/04/2017

La pi¨ amata La pi¨ amata Candidata al Premio Strega 2017, la scrittrice in questo romanzo, “Un’autofiction sincera, feroce, conturbante”, racconta un’infanzia dorata, poi drammaticamente interrotta, in anni difficili della nostra storia recente. “Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quarantaquattro anni e non trovo pace”, questo il mantra che ricorre ossessivamente nella narrazione di una storia vera, quella di Lorenzo Ciabatti, chirurgo specializzato negli Stati Uniti e divenuto primario dell’ospedale di Orbetello, di cui diventa una sorta di padrone, il Professore, amato, temuto, ringraziato da una pletora di assistenti devoti, di pazienti riconoscenti, di amici potenti. Il burbero e solitario barone, fascista, ateo, donnaiolo, violento, sposerà una giovane anestesista venuta da Roma,Francesca, mandata nel suo ospedale dal potente Valdoni. Nasceranno due gemelli, Teresa e Gianni: la bambina crescerà coccolata, viziata, centro dell’attenzione generale da parte di una cittadina provinciale che deve riconoscenza al Professore, il cui potere cresce a dismisura: proprietario di appartamenti, terreni, alberghi, addirittura un grattacielo, si farà costruire una villa a Porto Santo Stefano, che non sfigura vicino a quella di Susanna Agnelli. La villa è frequentata da uomini potenti, soprattutto esponenti della Destra, golpisti, Ugo Maceratini, e forse anche Licio Gelli, nei ricordi un po’ sfumati di Teresa.
 
Il sogno di potere e di ricchezza della principessina si infrange alla soglia della sua adolescenza; i genitori si separano, Francesca Fabiani non sopporta più misteri e tradimenti e si trasferisce a Roma con i figli; abiteranno a via Monti Parioli 49, in un appartamento comprato anni addietro dalla madre di Francesca, e Teresa verrà iscritta al liceo pariolino più noto, il Mameli. Il lusso è finito e malgrado la ragazza pianga e tenti fughe e atti sconsiderati, ingrassi e sia arrogante e violenta, la situazione non muta. Il professore morirà a sessanta anni dopo aver venduto la villa, svuotato i conti, lasciando solo debiti. Chi era davvero Renzo Ciabatti? Con chi ha avuto a che fare nella sua vita misteriosa? Perché è stato ricevuto alla Casa Bianca da Reagan nel 1982? Perché ha incontrato Licio Gelli? E perché ha ricevuto in ospedale Raffaele Cutolo? Era un massone della Loggia di Firenze? Fu mandato negli Stati Uniti per stringere rapporti con la mafia americana? La figlia nel romanzo si fa queste drammatiche domande, che restano senza risposte certe. Tutti morti gli amici di un tempo. Ora resta una donna incompresa, forse una mitomane, nel ricordo di un’infanzia dove tutto sembrava possibile, volare su un tappeto elastico fino al cielo o nuotare sott’acqua nella bellissima piscina della villa dell’Argentario. Svenduta. Come tutta la sua esistenza  da sopravvissuta ad una fase della vita privata e pubblica, quella dell’Italia dei misteri irrisolti, dei golpe tentati, degli anni Ottanta così dolorosi per la società italiana dei ricchi e potenti, finiti così male. Romanzo crudele, drammatico, pieno di verità scomode che l’autrice non esita a condividere con i lettori. I personaggi sono odiosi, i comportamenti riprovevoli, eppure quegli anni li abbiamo sfiorati, ne siamo stati contaminati, anche se non li abbiamo  davvero vissuti, come è accaduto alla bambina che ora, adulta, “è incapace di coltivare amore, di costruire rapporti di fiducia”, ferita per sempre nel profondo.
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